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Papà dona lo Spirito Santo al mondo intero


In una omelia tenutasi durante il “lockdown” il sacerdote commentando le parole del Vangelo, “In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà…” ha fatto luce su qualcosa di più spirituale da chiedere al Padre… lo Spirito Santo

Spesso infatti, siamo portati a chiedere aiuti concreti, e questo non è sbagliato in un contesto di relazione, ovvero, proprio come avviene per i nostri figli, o come abbiamo fatto noi e forse ancora abbiamo la possibilità di farlo, quando siamo in difficoltà, chiediamo l’ aiuto dei nostri genitori, fosse anche la ricerca della presenza nel momento di difficoltà. Sappiamo bene quanto sia importante riuscire ad ascoltare i propri figli, dargli quell’attenzione che meritano, farli sentire amati, unici.

Certo non sempre è possibile accontentarli, anche perché se veramente vogliamo il loro bene, spesso anche se ci costa fatica, dobbiamo dire dei no, non perché ci siano delle regole date dai migliori esperti educatori, ma proprio perché sappiamo ( non sempre siamo così lungimiranti) come quel si o quel no si ripercuoterà sulla loro crescita e vita futura.

Proprio dello stesso modo e molto di più, dovremmo avere consapevolezza del nostro “Papà” che Gesù Cristo ci ha rivelato.

“Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»” (Luca 11:13).

Nell’ottica di Gesù è più importante la guarigione dell’anima rispetto alla guarigione del corpo. Si veda per esempio l’episodio in cui viene portato a Gesù un paralitico. Gesù non lo guarisce subito, ma si occupa prima della sua condizione spirituale. “Ed ecco gli portarono un paralitico disteso sopra un letto. Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, coraggio, i tuoi peccati ti sono perdonati»” (Matteo 9:2).

Si potrebbe obiettare con frasi simili: se abbiamo ricevuto lo Spirito Santo con il sigillo del battesimo, poi riconfermato con la cresima, che senso ha richiederlo nuovamente?

Sinceramente, non sono in grado di dare una risposta da teologo, e quindi quello che scrivo è un mio concetto personale, ma credo si debba partire proprio dalla riscoperta del dono del battesimo. Non si tratta semplicemente di chiedere lo Spirito Santo, ma di una nuova effusione dello Spirito che ci ricordi “Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (vv. 25-26) “

Noi non siamo così diversi dagli apostoli, smemorati e inclini all’incomprensione; Per questo Gesù disse che avrebbe mandato lo Spirito Santo che avrebbe “insegnato” e “ricordato” le sue parole. Ricordare ( mi piace tanto questa parola, perché mi fa pensare all’atto di riportare al cuore) con l’ aiuto dello Spirito Santo significa che non solo ascoltiamo il Vangelo con occhi diversi, ma che cerchiamo in ogni modo di metterlo in pratica.

16Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. 17La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
18Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. 19Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. 22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23contro queste cose non c’è Legge.
24Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 26Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.”
(Galati 5:16-26).

Concludo, prendendo spunto dalle parole dell’ omelia; ha detto una cosa molto bella… ” incontrando una persona triste, chiedi il dono della gioia per lui/lei, una persona arrabbiata, chiedi il dono della pace, e così via…” una bellissima pratica che ci permette come “figli” di chiedere al nostro “papà” non solo per noi, ma per i nostri fratelli.

Buona novena allo Spirito Santo!

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