Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto

Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto

29 novembre 2021

LUNEDÌ DELLA I SETTIMANA DI AVVENTO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


San Saturnino di Tolosa

Fra i primi apostoli che il Papa S. Fabiano mandò ad evangelizzare le Gallie vi fu S. Saturnino il quale pose la sua sede a Tolosa e la illustrò con un fecondo apostolato di bene ed infine col suo martirio..

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Vescovo e martire



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,5-11

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».

Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».

Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».


PAROLE DEL SANTO PADRE

“Il nostro è il Dio delle sorprese, il Dio che ci sta cercando, ci sta aspettando, e soltanto chiede da noi il piccolo passo della buona volontà”.

Sempre il Signore va oltre, va prima.

Noi facciamo un passo e lui ne fa dieci. Sempre. L’abbondanza della sua grazia, del suo amore, della sua tenerezza che non si stanca di cercarci. Anche, alle volte, con cose piccole: noi pensiamo che incontrare il Signore sia una cosa magnifica, come Naaman il Siro, che era lebbroso; eh no, è semplice!

Anche lui ha avuto una sorpresa grande del modo di agire di Dio. Il nostro è il Dio delle sorprese, il Dio che ci sta cercando, ci sta aspettando, e soltanto chiede da noi il piccolo passo della buona volontà“. (Commento di Papa Francesco del 28 Novembre 2016)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Umanità vulnerabile

So che dovrebbe colpirmi il miracolo operato da Gesù nel Vangelo di oggi, ma anche io, come Lui, mi sento più colpito dalla personalità del centurione che dalla guarigione del suo servo. Infatti non si può non provare ammirazione nei confronti di un uomo che ha a cuore la sofferenza di chi gli è accanto:

“Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”

dice questo soldato a Gesù. Sentire nel nostro cuore la sofferenza o la gioia di chi ci è accanto è ciò che normalmente si chiama empatia. Per provare empatia bisogna far funzionare il cuore. E per far funzionare il cuore bisogna accettare di essere vulnerabili. Molto spesso per non soffrire, e quindi per non essere vulnerabili, ci induriamo fino al punto da diventare cinici, indifferenti alla vita altrui. Ma ciò che rende possibile il miracolo raccontato nel Vangelo è proprio l’umanità vulnerabile di quest’uomo.

“All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: ‘In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande’”.

Per avere una fede grande non bisogna avere una “grande religiosità”, ma una “grande umanità”.

Fonte: nellaparola.it


” Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. ”

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