In fretta

In fretta

21 dicembre 2021

FERIA PROPRIA DEL 21 DICEMBRE

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


San Michea

Le sue pagine nella Bibbia sono le più forti nel senso di difesa della giustizia e l’amore di Dio, oltre alla profezia della nascita di Cristo a Betlemme..

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Commemorazione



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».


PAROLE DEL SANTO PADRE

A Natale Dio ci dona tutto Sé stesso donando il suo Figlio, l’Unico, che è tutta la sua gioia. E solo con il cuore di Maria, l’umile e povera figlia di Sion, diventata Madre del Figlio dell’Altissimo, è possibile esultare e rallegrarsi per il grande dono di Dio e per la sua imprevedibile sorpresa.

Ci aiuti Lei a percepire lo stupore – questi tre stupori l’altro, la storia e la Chiesa – per la nascita di Gesù, il dono dei doni, il regalo immeritato che ci porta la salvezza.

L’incontro con Gesù farà sentire anche a noi questo grande stupore. Ma non possiamo avere questo stupore, non possiamo incontrare Gesù se non lo incontriamo negli altri, nella storia e nella Chiesa. (Angelus, 20 dicembre 2015)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Il viaggio, la montagna, la fretta

“In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda”.

Tre cose colpiscono di questa annotazione del Vangelo di oggi: il viaggio, la montagna, la fretta. Innanzitutto il viaggio: esso rappresenta una componente importante per la vita di ogni credente. Maria ci mostra con questo “suo camminare” che l’esperienza della fede è l’esperienza di un cammino. È cioè l’esperienza di un lasciare una certezza, la sedentarietà di un punto di partenza e mettersi in cammino verso.

Se la fede ci lascia uguali o ci fortifica solo nelle nostre convinzioni allora non è vera fede. Per sua natura la fede è sempre un essere messi in discussione, un progredire, un approfondire, un capire un po’ alla volta sempre in maniera più chiara.

La seconda immagine è appunto la montagna. Sembra che il Vangelo voglia suggerirci che questo tipo di cammino comporta anche una fatica. Quando si sale una montagna non si vede subito il panorama, anzi per molto tempo si sperimenta solo la fatica della scalata, ma quando si arriva su in cima tutto cambia perché c’è una visione diversa, un panorama inaspettato. Questo nuovo punto di vista prende il nome di conversione.

Il terzo aspetto è la fretta. Non è l’impazienza negativa ma il forte e irresistibile desiderio di trasformare l’esperienza di fede in carità, in servizio, in annuncio. Tu ti accorgi di avere incontrato Cristo quando senti l’urgenza di volerlo gridare in tutti i modi, e per usare un’espressione di san Francesco, solo se è necessario usare le parole.

Fonte: nellaparola.it


” In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda ”

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