VANGELO DEL GIORNO

#Vangelo Sabato

Ciò che bisogna dire



Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,8-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Parola del Signore



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Lasciarsi amare

“Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato”.

Tutto può esserci perdonato, tranne il non lasciarci amare. Lo Spirito Santo è l’Amore, e non si può bestemmiare l’Amore. Infatti è l’Amore a salvarci. Chi si sente amato sperimenta cosa sia il paradiso, ma se disprezza l’Amore si condanna a sperimentare il suo contrario, cioè l’assenza di Amore, cioè l’inferno. Non pensiamo quasi mai che noi siamo così liberi da poter fare la differenza.

Oggi il Vangelo ci domanda cosa ne vogliamo fare dello Spirito Santo, cosa ne vogliamo fare dell’Amore di Dio. Se ci lasciamo amare, sarà questo stesso Amore a istruirci su tutto. Sarà esso stesso a condurci nella direzione giusta:

“Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire; perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire”.

È il grande insegnamento di Santa Teresa d’Avila, che insegnava un tipo di preghiera che non aveva nulla a che fare con la semplice ripetizione di parole, ma con il consolidare la relazione con questo Amore che a noi si è rivelato nella persona di Gesù Cristo. Pregare, per lei, non era semplicemente dire delle cose, ma rivolgersi a Qualcuno.

Se nella preghiera si perde di vista “Chi” ci sta dinnanzi, allora essa diventa solo un palliativo psicologico, un modo come un altro per mettere al centro il nostro io e le nostre patologie. Invece pregare è smettere di guardare noi stessi e cominciare a guardare Qualcuno che solo per il fatto che c’è ed esiste, fa cambiare in sostanza tutta la nostra vita.

Fonte: nellaparola.it



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