Pietra su pietra

Pietra su pietra

18 novembre 2021

GIOVEDÌ DELLA XXXIII SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


Dedicazione delle basiliche dei Santi Pietro e Paolo

Fin dal secolo XII nella basilica vaticana di san Pietro e in quella di san Paolo sulla via Ostiense, si celebravano gli anniversari delle loro dedicazioni fatte nel secolo IV dai santi Pontefici ..

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Mamoria



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,41-44

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:

«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.

Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».


PAROLE DEL SANTO PADRE

Ma dove è il pericolo? Lasciarsi scivolare lentamente perché è una caduta con anestesia, tu non te ne accorgi, ma lentamente si scivola, si relativizzano le cose e si perde la fedeltà a Dio.

E quante volte noi dimentichiamo il Signore ed entriamo in negoziato con altri dèi: il denaro, la vanità, l’orgoglio. Ma questo si fa lentamente e se non c’è la grazia di Dio, si perde tutto. (Omelia da Santa Marta ( 13 febbraio 2020)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Misericordia creativa

Il Dominus flevit è il nome del Santuario che a Gerusalemme, poco sopra il Getsemani, la tradizione colloca il luogo dove è accaduto il racconto del Vangelo di oggi:

“Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi”.

Tutte le volte che mi capita di guardare Gerusalemme da quel luogo mi si riempiono gli occhi di lacrime innanzitutto per la struggente bellezza che si vede da quel posto, ma anche per tutta la fragilità che c’è al fondo di quella bellezza. Gesù soffre come soffre una qualunque persona che ama e che non si rassegna davanti all’infelicità delle persone che ama, alla loro ostinazione, alle loro scelte sbagliate.

Gesù sa bene che anche nella nostra vita ci sono punti di non ritorno. Che ci sono cose che lasceranno il segno, che ci porteranno alla distruzione, che non lasceranno di noi “pietra su pietra”. Ho visto i corpi, le mani, gli occhi, le parole e ragionamenti di tanti fratelli reduci da droga, alcol, vite disordinate, o situazioni di male scelte per anni.

Ci sono cose che non si possono più cancellare e che più passa il tempo e più ci imprigionano, non ci lasciano via di uscita, ci oscurano la consapevolezza. Anche a me è capitato di implorare persone che amo di smettere di vivere in certe maniere, di assecondare tristezza e angoscia, di lasciarsi vivere, di non prendere decisioni, di mantenere il punto con l’orgoglio e la superbia. Ma l’amore implica la libertà. Dio ci ha amato e ci ama di amore libero. Non si può salvare Gerusalemme per forza, così come non si può salvare per forza chi si ama. Possiamo solo provocare la libertà altrui ma mai sostituirci ad essa.

Fortunatamente Dio non smette mai di provarci, la sua misericordia è creativa. Oggi dobbiamo lasciarci evangelizzare dalle lacrime di Gesù. Non possiamo rimanere indifferenti all’immenso amore con cui ci ama. Siamo noi Gerusalemme, e sono per noi quelle lacrime.

Quale decisione possiamo prendere oggi per asciugare quel volto?

Fonte: nellaparola.it


” distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata ”

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