Come pecore che non hanno pastore

18/07/2021

XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


San Federico di Utrecht

Federico fu vescovo di Utrecht dall’820 circa alla morte. Nipote del re dei Frisi Radbodo, fu ordinato prete della diocesi di Utrecht e fu incaricato dell’educazione dei catecumeni: succedette nell’episcopato..

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Vescovo



Commento di don Fabio Rosini della XVI domenica del Tempo ordinario Anno B


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,30-34

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’».

Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.


PAROLE DEL SANTO PADRE

Oggi potremmo pregare nella messa per i nostri pastori perché il Signore dia loro questa grazia di camminare con il popolo, essere presenti al popolo con tanta tenerezza, con tanta vicinanza.

E quando il popolo trova il suo pastore, sente quella cosa speciale che soltanto si sente alla presenza di Dio.

Lo stupore di sentire la vicinanza e la tenerezza di Dio nel pastore. (Papa Francesco, Santa Marta 30 gennaio 2018)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Cosa si aspetta da noi Gesù? È una domanda a cui molto spesso noi rispondiamo attraverso la specificazione del verbo fare: “dovrei fare questo, dovrei fare quest’altro”. La verità però è un’altra: Gesù da noi non si aspetta nulla, o per lo meno non si aspetta nulla che abbia a che fare innanzitutto con il verbo fare. È la grande indicazione del Vangelo di oggi:

“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.

Ed egli disse loro:

«Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’».

Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare”.

A Gesù importa di noi e non dei nostri risultati aziendali. Come singoli ma anche come Chiesa delle volte siamo così preoccupati di “dover fare” per raggiungere un qualche risultato, che sembra che ci siamo dimenticati che Gesù il mondo lo ha già salvato e che la cosa che è alla cima delle Sue priorità è la nostra persona, e non ciò che abbiamo facciamo.

Questo ovviamente non deve sminuire il nostro apostolato, o il nostro impegno in ogni stato di vita che viviamo, ma dovrebbe però relativizzarlo in una maniera talmente grande da toglierlo dalla cima delle nostre preoccupazioni. Se Gesù si preoccupa innanzitutto di noi, allora significa che noi dovremmo preoccuparci innanzitutto di Lui e non delle cose da fare. Un padre o una madre che per amore dei figli entra in burnout, non ha fatto un favore ai figli.

Essi infatti vogliono avere innanzitutto un padre e una madre e non due esauriti. Questo non significa che la mattina non andranno a lavoro o che non si preoccuperanno più delle cose pratiche, ma che relativizzeranno tutto a ciò che conta davvero: il rapporto con i figli.

La stessa cosa è per un sacerdote o una consacrato: non è possibile che lo zelo pastorale diventi talmente tanto il centro della vita da oscurare ciò che conta, e cioè il rapporto con Cristo.

Ecco perché Gesù reagisce ai racconti dei discepoli dando loro l’opportunità di recuperare ciò che conta. 

(5 febbraio 2021)

“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.”.

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