Mt 11,28-30

Io vi darò ristoro

GIOVEDÌ  DELLA XV SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,28-30

In quel tempo, Gesù disse: 

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


PAROLE DEL SANTO PADRE


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA

Perdono

Oggi la liturgia ci fa fare memoria di un grande santo della carità, San Camillo de Lellis. Ciò che colpisce di quest’uomo è la maniera attraverso cui con la sua vita ha realizzato la pagina del Vangelo di oggi:

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.

Camillo non solo ha passato la sua vita tentando di ristorare quella degli altri abbracciandone la sofferenza nel servizio e nella disponibilità, ma egli stesso si è lasciato prendere in braccio dalla misericordia lasciandosi perdonare per primo. In questo senso il perdono non consiste semplicemente in qualcuno che ti libera dal peso della colpa, ma nell’umiltà di lasciare che quel peso che la vita ti ha messo addosso non lo porti più da solo. Infatti ci sono cose che ormai sono così strutturali alla nostra vita che ci faranno compagnia fino alla fine di questo viaggio, e proprio quelle Gesù le perdona offrendoci la sua spalla:

“Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.

San Camillo ha lasciato che Cristo portasse sulle sue spalle il peso delle sue dipendenze, delle sue ferite affettive, dei suoi desideri frustrati, e proprio così ha trasformato la vita di quest’uomo non in un ripiegamento sul passato e su se stesso ma sul dono totale di sé al prossimo. Infatti l’effetto più bello del perdono è essere messi in grado di donare noi qualcosa al prossimo.

Fonte: latuaparola.it

” Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro “

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