Una cosa sola ti manca

10 ottobre 2021

XXVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


San Daniele Comboni

Dopo anni di oblio, nell’Ottocento le terre africane sono percorse da esploratori, mercanti e agenti commerciali delle potenze europee.

Con loro viaggiano spesso dei missionari desiderosi di portare l’annuncio..

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Vescovo



XXVIII domenica del Tempo ordinario Anno B – Commento al Vangelo di don Fabio Rosini


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,17-30

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».

Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».


PAROLE DEL SANTO PADRE

La risposta di Gesù è chiara: “Io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato tutto senza ricevere tutto”. Ecco, noi abbiamo lasciato tutto. Riceverete tutto. Con quella misura traboccante con la quale Dio dà i suoi doni: “Riceverete tutto.

Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madri o padri o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora in questo tempo cento volte tanto in case, fratelli, sorelle, madri, campi, e la vita eterna nel tempo che verrà”. Tutto. (Omelia da Santa Marta, 28 febbraio 2017)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Quanta gente attorno a Gesù. Quante richieste. Quante domande. Quanta curiosità. Ma c’è chi va dritto al cuore come il giovane del Vangelo di oggi:

“Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”;

che tradotto significa: “Cosa devo fare per essere felice?”. Direbbe un noto cantante “che sintomi ha la felicità?”.

Gesù pare non lasciarsi colpire subito da una domanda del genere. Sa bene che chi vuole essere felice quasi mai fa innanzitutto tutto il possibile. Seguire i comandamenti significa innanzitutto fare tutto il possibile con le mie forze per essere felice. A noi piace la felicità ma quasi mai piace la fatica che essa comporta.

Ma questo giovane sbaraglia Gesù, lui è uno che i comandamenti li ha sempre seguiti fin da piccolo. Non è uno che fa propositi ma uno che si impegna, un ragazzo concreto.

Gesù si innamora con uno sguardo di questo ragazzo affidabile:

“Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!””.

Dopo che hai fatto tutto il possibile l’unica cosa che può renderti felice è liberarti da tutto ciò che ti trattiene.

Il possesso noi lo cerchiamo perché ci dia sicurezza, invece il possesso ci trattiene dall’essere felici. Ma neanche questo giovane è capace di tanto. Non basta essere buoni, serve essere anche liberi per essere felici.

«Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».

Ecco perché arriva un momento in cui sale sulle nostre labbra una preghiera quasi disperata:

«E chi mai si può salvare?».

Proprio al limitare di questa nostra incapacità inizia davvero il cristianesimo: “Ma Gesù, guardandoli, disse:

«Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio»”.

Ciò che Gesù ci chiede non poggia sulle nostre capacità, ma sulla fiducia che è Dio stesso ci rende capaci di ciò che ci domanda.

È da questa fiducia che tutto inizia, e tutto diventa possibile.

Fonte: cercoiltuovolto.it


” Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi! ”

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