Mt 10,7-15

Gratuitamente date

GIOVEDÌ DELLA XIV SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,7-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.

In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi.

Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».


PAROLE DEL SANTO PADRE


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA

Gratuità

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

La gratuità è la forma di testimonianza più alta del Vangelo. È qui che crolla o rimane in piedi anche la nostra credibilità di credenti e di Chiesa. Gratuito significa non cercare mai il contraccambio all’azione dell’amore, della vicinanza, della speranza. Gratuità è non agire mai per interesse, fosse anche solo quella del proselitismo. Gratuità è l’alfabeto delle persone libere che non si sentono forti mai delle cose ma solo del Signore che è dalla loro parte. È non confidare nei mezzi materiali ma solo in Colui che dà la forza:

“Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento”.

Se questa gratuità a fondo perduto porterà o meno frutto non è compito nostro preoccuparcene. Il Signore ci chiede semplicemente di agire in questo modo come testimonianza del Suo stesso amore che agisce in questo modo. Chi sprecherà questo amore gratuito sarà egli stesso infinitamente responsabile del suo rifiuto. Infatti per amare ci vogliono due libertà: una che dona e una che accoglie. Dio è impegnato nell’amore che dona e ci chiede di essere a Sua immagine lì dove siamo.

Amare così i nostri figli, fratelli, sorelle, amici, colleghi, gente che incrociamo anche solo una volta nella vita. Cosa queste persone poi ne faranno di questo amore non riguarda più le nostre possibilità ma solo la loro libertà.

Fonte: latuaparola.it

” Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento “

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