Lc 6,12-19

Sul monte a pregare

MARTEDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

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Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio.

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.

C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti.

Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.


PAROLE DEL SANTO PADRE

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COMMENTO DI DON LUIGI MARIA

Investimento relazionale

Due cose colpiscono particolarmente nel Vangelo di oggi. La prima è il tempo di preghiera che Gesù si prende:

“se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione”.

Perché Gesù prega? E soprattutto perché prega così lungamente? L’idea che abbiamo noi di preghiera è quasi sempre legata a un bisogno: mi serve qualcosa quindi prego. Gesù dimostra invece un modo diverso di pregare: coltivare una relazione vitale. Infatti finchè la preghiera non diventa per noi come il respiro è ancora solo performance.

Questo lo capiscono bene coloro che hanno compreso della vita una cosa importante: si è felici proporzionalmente alla qualità delle relazioni che costruiamo. Infatti più uno si sente voluto bene e riesce a voler bene, e più avverte la vita come vivibile, affrontabile, attraversata da una misteriosa luce. Gesù investe tempo nelle relazioni con la gente che gli è accanto, ma investe tempo anche in quella relazione decisiva che è con Suo Padre.

A Lui dedica tempo, anzi gli dedica il tempo dell’intimità, quello della notte, quello degli spazi della giornata che solitamente si riservano a chi amiamo molto. Ecco che ne viene fuori una grande domanda: la preghiera è per noi un dovere o un investimento relazionale? Il secondo aspetto del Vangelo di oggi che attira la nostra attenzione è questo:

“Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti”.

Chi prega è misteriosamente pieno di una forza che sana anche chi gli è accanto. Questo era vero per Gesù ma è vero anche per ognuno di noi.

Fonte: cercoiltuovolto.it

” chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici “

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