VANGELO DEL GIORNO

Pasci



Commento di Don Flavio Valeri – Parrocchia Sacro Cuore – Viterbo

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,1-19

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

“Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro”.

Non vorrei iniziare questa breve meditazione sul Vangelo di oggi dando l’impressione di voler fare della facile ironia, ma sono estremamente convinto che in questo dettaglio iniziale dell’affascinante dialogo tra Gesù e Pietro, ci sia una verità non trascurabile.

La prima volta che Gesù incontra Pietro, lo incontra con le reti vuote. Non aveva pescato nulla per tutta la notte. In quell’esperienza di fallimento e delusione sarebbe stato abbastanza facile per Gesù proporre a Pietro di lasciar perdere la rete e le barche e mettersi invece a seguirLo.

Ma Gesù non agisce in questo modo approfittando del momento di fragilità di Pietro. Prima lo rimanda a pescare. Prima gli riempie le reti di pesci. E solo davanti a quelle reti piene gli propone di lasciare tutto e di seguirlo.

Allo stesso modo oggi Gesù non parla a Pietro a stomaco vuoto. E quel vuoto è simbolico anche dell’esperienza che forse Pietro stava vivendo fin dal momento in cui aveva rinnegato Gesù. Aveva già incontrato il Risorto, ma forse gli era rimasto addosso l’amaro in bocca per quella caduta la notte in cui arrestarono il Maestro.

Gesù non parla sfruttando il vuoto di Pietro. Prima gli riempie lo stomaco, poi gli rivolge la parola.

Certamente non sarà stata questa l’intenzione dell’evangelista che ci racconta quest’episodio, ma mi piace pensare che in questo dettaglio ci sia una lezione importantissima per ognuno di noi.

Dio non approfitta della fragilità della gente come spesso fanno millantatori e imbroglioni. Non usa il vuoto di una persona per tirarla dalla propria parte.

Dio è Colui che ci ridona dignità proprio perché prima ci ridona pienezza e poi ci provoca domandando qualcosa.

E quella domanda ha davvero così il sapore della scelta e non del ripiego.

Non si sceglie Dio per ripiego, ma si sceglie Dio lasciando anche cose importanti, e ciò perché si intuisce che in Lui c’è il meglio.

“«Simone di Giovanni, mi ami?». (…) Pietro gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle»”.

Fonte: cercoiltuovolto.it



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