Voi siete in grave errore

02/06/2021

MERCOLEDÌ DELLA IX SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


Santi Marcellino e Pietro

Marcellino e Pietro appartenevano al clero romano. Il primo era prete, l’altro esorcista. Insigni per virtù e per prodigi, erano ammirati e venerati da tutti i fedeli e nello stesso tempo oggetto di grande..

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Martiri




VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,18-27

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello.

C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».

Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.

Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”?

Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».


PAROLE DEL SANTO PADRE

“E questo è quello che non capivano questi dottori della legge. Non capivano la gioia della promessa; non capivano la gioia della speranza; non capivano la gioia dell’alleanza.

Non capivano! Non sapevano gioire, perché avevano perso il senso della gioia, che soltanto viene dalla fede”. (Santa Marta 26 marzo 2015)

Fonte: vaticannews.va

COMMENTO DON LUIGI MARIA EPICOCO

Farci nuovi

I sadducei non credono alla resurrezione per questo pongono a Gesù una domanda a trabocchetto:

“Vennero a lui dei sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono”.

Usano la storia di una donna che sposa uno dopo l’altro sette fratelli, rimanendo di volta in volta vedova e senza avere figli da nessuno di loro. Il caso è complicato. La donna è proprietà del marito nella mentalità dell’epoca, e se è vero che ci sarà la resurrezione, quando ciò accadrà come si potrà risolvere la questione della proprietà di questa donna che ha sposato legalmente e infruttuosamente questi sette fratelli?

Chi fa questa domanda sembra già sapere che non può esserci una soluzione a una questione così particolare. Ma l’errore è esattamente nella matematica che si applica a una questione simile. Di chi sarà dunque questa donna? “di nessuno” risponde Gesù, perché la logica della resurrezione ci libera anche da tutte le logiche di possesso con cui è caratterizzata questa vita.

Questa donna sarà libera e non dovrà più essere trattata come una proprietà da accaparrarsi:

“Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.”.

Dobbiamo immaginarci il totale silenzio e sgomento che Gesù lascia in chi lo ascolta. Ha così ragione che appare ridicolo chi ha posto la domanda. E penso a quanto possiamo apparire ridicoli noi quando continuiamo a pensare e a pensarci sempre secondo le logiche del possesso e la mentalità di questo mondo.

La fede ci chiama a superare le logiche di questo mondo, e a comprendere che la vita che ci dona Cristo non è la stessa vita solo migliorata, ma è una vita nuova, radicalmente nuova, così nuova che dobbiamo imparare a ragionare in maniera completamente diversa. 

Dobbiamo farci nuovi anche nella mente.

Senza questo rinnovamento la fede nella resurrezione appare una sorta di ingenuità fanciullesca che affermiamo senza convinzione.    


“Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore.”

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