Vedremo se porterà frutti..


Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino
(Salmo 118)
Dio ti benedica !
VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,1-9
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Parola del Signore
COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO
Gesù, nel Vangelo di oggi, parte da un episodio di cronaca e cerca di tirare fuori un insegnamento di un’attualità immensa. Questo perché fa leva sulla convinzione diffusa che le cose brutte capitano sempre agli altri e mai a noi. Proprio per questo, ci sentiamo sempre autorizzati a vivere come se non ci riguardassero:
“Si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo»”.
Gesù ripete più volte “allo stesso modo”, ma non credo che voglia riferirsi semplicemente alla maniera cruenta con cui sono morte quelle persone. Piuttosto, si riferisce alla maniera improvvisa e imprevedibile con cui tutto è accaduto.
Una volta si pregava con una giaculatoria significativa: “Dalla morte improvvisa, liberaci Signore”. La morte improvvisa è quella che ci sorprende nel momento in cui pensavamo di avere ancora tempo per fare ciò che contava e ciò che andava fatto. Invece, arriva all’improvviso e non c’è più tempo.
Ecco perché Gesù racconta la parabola del fico. Vuole dire che ogni giorno della nostra vita non è un diritto, ma un segno della pazienza di Dio nei nostri confronti. È Gesù stesso a dire di avere pazienza con la nostra mancanza di frutto.
Ma arriverà un tempo in cui dovremo rendere conto se abbiamo solo sfruttato il terreno o se abbiamo prodotto qualcosa.
“Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”.
Fonte: cercoiltuovolto.it
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