VANGELO DEL GIORNO

Venerdì della XXX Settimana del Tempo Ordinario




Dio ti benedica !


VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,1-6

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Parola del Signore.



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Vangelo: via d’umanizzazione della realtà

Il paradosso del Vangelo di oggi è grande: la regola del sabato dice che in questo giorno non bisogna fare nulla, ma è lecito comunque pranzare. È un po’ come dire che quel pranzo vale più della sofferenza di un uomo. A questi paradossi vanno a finire i nostri attaccamenti malati alle regole.  

“Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: “È lecito o no guarire di sabato?”.

Le regole ci piacciono perché quando le seguiamo ci fanno sentire bravi e giusti, quasi mai però ci accorgiamo che le regole le plasmiamo a nostra immagine, abbastanza capienti da contenere il nostro ventre e abbastanza strette da farci entrare la sofferenza degli altri.  Dio dà la regola del “sabato” affinché l’uomo si ricordi di essere umano e non un “asino da lavoro”, ed è paradossale che in nome di una regola che serve a ricordarci che siamo umani, noi siamo così disumani da non renderci conto del dolore di qualcuno. Gesù lo sa dire meglio:

“Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?”. E non potevano rispondere nulla a queste parole”.

Il silenzio qui però non è assenso, purtroppo. La grande conversione che Gesù fa fatica a operare nel cuore dei farisei, e molto spesso nei nostri cuori, è il ribaltamento di certi modi di ragionare. Il Vangelo è una via d’umanizzazione della realtà, e proprio al fondo questa umanizzazione Gesù ci dona la possibilità di partecipare alla vita divina. Diventare umani significa recuperare in maniera autentica quella immagine e somiglianza con Dio che ciascuno di noi si porta addosso. Quando smettiamo di essere umani contraddiciamo l’immagine di Dio che ci portiamo addosso. Ecco perché il Vangelo è innanzitutto un appello a non perdere di vista la nostra umanità, specie quando la perdiamo in nome della nostra religiosità. 

Repost del 2021

Fonte: nellaparola.it


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