VANGELO DEL GIORNO

Vangelo del Giorno 26 luglio 2025




Commento di Don Flavio Valeri – Parrocchia Sacro Cuore – Viterbo


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,24-30

  
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo:
«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.
Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”.
E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”».

Parola del Signore



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Avere pazienza

“Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò”.

Tutti noi ci sforziamo di vivere la nostra vita prendendone il meglio e anche quando mettiamo tutte le nostre forze al servizio del bene accade una cosa che non dobbiamo dimenticare: il male fa la sua comparsa in maniera a noi misteriosa. Cosa bisogna però fare quando ciò accade? È la stessa domanda dei servi della parabola di oggi:

“Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?”.

Sembra la cosa più logica: mettersi a togliere il male dalle cose. Ma la verità è un’altra, e ce la racconta la saggezza del padrone:

“No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”. 

Certe volte animati dalla voglia di togliere il male dalle cose, togliamo anche il bene. E la voglia di sterminare ciò che non va ci fa sacrificare anche ciò che va. Il primo grande modo per combattere il male è avere pazienza. È saperlo mettere in minoranza. È accettare che ci sia. È confidare che solo il Signore alla fine farà piazza pulita. Combattere il male significa ammettere che c’è, chiamarlo per nome, dirlo ad alta voce. Ma allo stesso tempo non avere troppa fretta di trovare una cura che nel tentativo di curare la malattia uccida anche il paziente. Questa pazienza è la prima vera manifestazione della forza del bene. Il male è impaziente, il bene sa attendere il tempo opportuno. Chi si agita fa danni, chi riesce a non farsi prendere dal panico alla fine vince.   

Fonte: nellaparola.it



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