Chi è dunque costui

23 settembre 2021

GIOVEDÌ DELLA XXV SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


San Pio da Pietrelcina

Pochi santi furono, come padre Pio, dotati di doni straordinari che hanno richiamato su di lui l’attenzione del mondo intero: le stimmate, il profumo misterioso che emanava dal suo corpo, i carismi di..

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Sacerdote cappuccino



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,7-9

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». 

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.


PAROLE DEL SANTO PADRE

Non si può conoscere Gesù senza coinvolgersi con Lui, senza scommettere la vita per Lui.

Quando tanta gente – anche noi – si fa questa domanda ‘Ma chi è questo?’, la Parola di Dio ci risponde: ‘Tu vuoi conoscere chi sia questo? Leggi quello che la Chiesa ti dice di Lui, parla con Lui nella preghiera e cammina sulla sua strada con Lui. Così, tu conoscerai chi è quest’uomo’.

Questa è la strada! Ognuno deve fare la sua scelta!. (Santa Marta, 26 settembre 2013)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Desiderio di Cristo

Anche nella persona più lontana, più incattivita e più corrotta, si trova traccia di un desiderio di verità. Il Vangelo racconta spesso storie così. Zaccheo è una storia molto simile al Vangelo di oggi ma con un finale migliore. È una sorta di indicazione per noi: non c’è situazione della vita, seppur sbagliata che possa sopprimere fino in fondo un desiderio di Cristo, come desiderio di senso a cui aspiriamo nonostante ciò che siamo diventati.

Chi ha la coscienza sporca non vive una vita serena, perché per quanto possa sembrare che con la violenza, la prepotenza, e la forza si ottiene tutto, la verità è che chi si mette contro la propria coscienza vive in una latente paura e difensiva, e proprio per questo vede sempre e solo nemici da cui difendersi e pericoli a cui scampare. Questo è Erode:

“In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti»”.

La confusione regna sovrana lì dove opera il male, perché non si ha mai la capacità di vedere lì dove opera il buio. Se certe volte il nostro giudizio e la nostra capacità di discernere è in preda alla confusione, forse è perché dovremmo innanzitutto prendere distanza dal buio che abbiamo cercato o che abbiamo subito e che la teologia chiama “esperienza del peccato”. Infatti un autentico discernimento nasce da una autentica riconciliazione. Solo dopo che hai rotto con le tenebre puoi anche sperare di vedere qualcosa. Voler fare discernimento e rimanere invischiati in situazioni di peccato significa non venirne mai a capo.

“Ma Erode diceva: «Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo”.

È bello però pensare che nonostante la situazione strutturalmente sbagliata di Erode, egli conservi un desiderio di voler vedere Gesù. È un buon punto di partenza al di là dei risultati.

Fonte: nellaparola.it


Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

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