VANGELO DEL GIORNO

Se uno osserva la mia parola



Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 8,51-59

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ”È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Parola del Signore.



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

«ln verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte»

Il crescendo della discussione che Gesù sta tenendo arriva fino a un’affermazione che, detto francamente, lascia davvero senza parole. I suoi interlocutori gli rispondono senza mezzi termini:

«Gli dissero i Giudei: “Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: ‘Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte’. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?” ».

Effettivamente qui la partita si gioca su qualcosa che è più grande della semplice diversità di pensiero e di opinione. Come può Gesù dire parole sulla vita e sulla morte? Il problema è esattamente questo: se Gesù lo si considera semplicemente un rabbì un po’ più originale degli altri, allora si può anche dire che l’originalità è andata un po’ troppo oltre. Ma Gesù non è un rabbì, è il Figlio di Dio. È questa la grande resistenza dei suoi interlocutori.

«Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!” e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò».

Gesù comincia a scoprire le carte, e a palesare apertamente chi è e perché è venuto. Capita così anche nella nostra vita: inizialmente possiamo prenderci da Gesù qualche insegnamento, qualche frase rubata al Vangelo, una visione del mondo e della vita, un modo per sentirci meglio.

Ma Gesù non è questo e non è venuto per questo. Egli è il Figlio di Dio e va accolto nella nostra vita come Figlio di Dio.

Ma proprio quando si arriva a questa consapevolezza, si arriva anche a prendere una posizione netta a favore o contro di lui:

“«In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio”

Fonte: cercoiltuovolto.it



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