Perché chi entra veda la luce

20 settembre 2021

LUNEDÌ DELLA XXV SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


Santi Martiri Coreani

Ha il sapore degli Atti degli apostoli il racconto della fondazione della comunità cristiana in Corea e del martirio dei suoi primi membri tra la fine del Settecento e l’Ottocento. La vicenda ebbe inizio..

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Memoria



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8,16-18

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.

Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».


PAROLE DEL SANTO PADRE

E questo è uno dei tratti del cristiano, che ha ricevuto la luce nel Battesimo e deve darla.

Cioè, il cristiano è un testimone. Testimonianza. Una delle peculiarità degli atteggiamenti cristiani.

Un cristiano che porta questa luce, deve farla vedere perché lui è un testimone.

Quando un cristiano preferisce non far vedere la luce di Dio ma preferisce le proprie tenebre, esse gli entrano nel suo cuore perché ha paura della luce e gli idoli, che sono tenebre, gli piacciono di più, allora gli manca: gli manca qualcosa e non è un vero cristiano.

La testimonianza: un cristiano è un testimone. Di Gesù Cristo, Luce di Dio. E deve mettere quella luce sul candelabro della sua vita. (Santa Marta,28 gennaio 2016 )

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Pregare è respirare

“Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce”.

Una luce accesa rende più liberi di una luce spenta. Il fraintendimento in cui viviamo è quello di pensare a Dio e alla fede come uno dei tanti doveri da compiere, o una delle tante cose da fare. Se Dio è una cosa in mezzo alle altre facciamo bene a sbarazzarcene, tanto rispetto alle altre cose certamente non se ne lamenterà.

Ma se Egli invece è il motivo per cui tutto vale la pena e funziona, allora dovremmo seriamente interrogarci cosa significa vivere ricollocandolo al centro e divenendo relativi a Lui in tutto. Scopriremo così che la libertà è resa possibile solo dalla Sua Presenza. Il Vangelo di oggi ci ricorda che è importante capire che posto si dà alle cose. Una cosa buona collocata nel posto sbagliato potrebbe non solo diventare inutile ma potrebbe anche generare tragedia.

Ad esempio se hai dei figli e li collochi in fondo alla tua agenda mettendo in alto il tuo lavoro, allora accadrà che quel lavoro ti darà soddisfazione ma non ti renderà felice, e soprattutto non renderà felice gli altri, compresi i tuoi figli, che magari avranno tutto, compresa la pancia piena, ma non avranno un padre presente. Ciascuno di noi dovrebbe fermarsi e domandarsi quali sono le cose importanti e che posto occupano dentro la nostra vita. Ad esempio Dio e la fede a che posto si trovano?

Dio, più di tutto, quando è in alto, nella priorità delle nostre cose, rende visibile ed efficace anche tutto il resto della nostra vita. Perché Dio non toglie tempo, ti regala invece l’ossigeno giusto per poter vivere davvero al meglio il tuo tempo. Pregare per noi è un po’ come respirare. Se non ti ricordi di respirare, in apnea non durerai molto. Infatti non duriamo molto nella vita, e ci sentiamo soffocare, perché abbiamo dimenticato innanzitutto di respirare, cioè di pregare. 

Una buona vita spirituale ci ridarebbe anche una buona vita. Dovremo fare la prova.

Fonte: nellaparola.it


“Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce”

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