Lunedì della XXIX Settimana del Tempo Ordinario


Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino
(Salmo 118)
Dio ti benedica !
VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,13-21
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore.

COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO
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«Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità».
Quante famiglie si dividono per questioni patrimoniali. Quanto rancore, odio, distanza, sofferenza produce l’attaccamento alle cose. Si arriva a considerare il denaro più prezioso dei legami di sangue. Non a caso la smania del possesso, e del denaro soprattutto, è uno degli alfabeti più usati dal male per tenerci prigionieri. Gesù racconta nel Vangelo di oggi una parabola per metterci in guardia da una simile tentazione. Il personaggio principale è un uomo, probabilmente un uomo onesto, che lavora ogni giorno, e a cui la vita sorride donandogli abbondanza di raccolto. Fin qui nulla di strano. Ma Gesù mette in bocca a quest’uomo onesto un ragionamento che all’apparenza sembra essere innocuo, ma che in fondo nasconde un tranello:
“Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?”.
Il contrario di accumulare non è sperperare, ma condividere. Chi è eccessivamente attaccato alle cose e ignora i bisogni di chi gli sta accanto, si ritroverà con i magazzini pieni e la vita vuota. Ricordarci che non siamo eterni non serve a spaventarci, ma a farci avere la consapevolezza che ciò che conta non è mai nelle cose, ma nei legami.
Fonte: nellaparola.it

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