VANGELO DEL GIORNO

II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia

Oppressi dal sonno



Commento di Don Flavio Valeri – Parrocchia Sacro Cuore – Viterbo

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,28b-36
 
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Parola del Signore



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Bagno di luce, ecco che cosa ci offre il Vangelo di questa seconda domenica di Quaresima. Eppure ci viene il dubbio che tutta questa luce forse non c’entra molto con il tempo della Quaresima.

Nella nostra immaginazione, la Quaresima è un tempo di penombra, un tempo di buio, un tempo in cui dovremmo riflettere di più sulla fatica della penitenza. Dovremmo abituarci alle tematiche della Passione, della croce, dovremmo capire che cosa sia la sofferenza, e non riusciamo a comprendere perché un Vangelo di luce si trovi proprio nel cuore della Quaresima.

Eppure quello non è un Vangelo sbagliato, perché i discepoli hanno bisogno di fare questo bagno di luce per poter affrontare poi un bagno di tenebre, che è quello della crocifissione. È come se Gesù volesse dire ai suoi discepoli che riusciranno ad affrontare lo scandalo della croce solo facendo memoria di questa luce del Tabor, del racconto della Trasfigurazione, di questa esperienza quasi insopportabile del vederlo così come egli è: il vero Dio, trasfigurato in questo candore immenso di luce, mentre dialoga con Mosè ed Elia.

Ma calando questo nella nostra vita, ci domandiamo che cosa c’entra. In che senso la luce dovrebbe dialogare con le tenebre? Forse non ce ne accorgiamo, ma continuamente abbiamo bisogno del Tabor per affrontare poi la croce. Cerchiamo piccole soste di luce per poter affrontare poi grandi situazioni di tenebre.

Come quando qualcuno deve affrontare qualcosa di difficile, fosse anche soltanto un esame, e prima di uscire di casa chi gli vuole bene gli dà un forte abbraccio. Certo, quell’abbraccio non ti fa superare l’esame, ma la memoria di quell’abbraccio ti aiuta ad affrontare la difficoltà.

C’è questo legame profondo tra la luce dell’amore che uno si sente addosso e la forza che ritrova dentro di sé davanti alle difficoltà. Questo è il connubio che ci racconta il Vangelo di questa domenica: soltanto facendo memoria di questo amore, di questa luce, e sperimentandola su di noi, possiamo trovare dentro di noi la forza per affrontare tutte quelle tenebre che non ci scegliamo, ma che comunque fanno parte della nostra vita.

Commento del 2019 (Quaresima).

Fonte: nellaparola.it



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