Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino
(Salmo 118)
Dio ti benedica !
VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca Lc 6,17.20-26
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Parola del Signore
Vangelo e parola del giorno – il pensiero del giorno – Vatican News
Il Vangelo di oggi con le Letture accompagnato dal pensiero di Papa Francesco
Scopri l’APP
https://www.vaticannews.va
COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO
Le beatitudini ci ricordano che dobbiamo tenere di gran conto la nostra inquietudine. Chi è povero, chi ha fame, chi è nel pianto, chi paga ogni giorno le proprie scelte, sperimenta ogni giorno una mancanza che lo spinge ad andare avanti, a cercare, a muoversi, a spingersi più avanti.
Tutti siamo in qualche maniera poveri, ma la cosa più brutta che possa accadere a un povero, a qualcuno che ha fame, è quello di dimenticarsi della propria fame, della propria povertà. Se non prendi sul serio la tua fame non cerchi nemmeno da mangiare, e se non cerchi da mangiare muori.
I ricchi non sono quelli che c’hanno la pancia piena, ma sono quelli che pensano di avere la pancia piena, perché la ricchezza e la povertà di cui parla il vangelo è l’abbondanza o la mancanza di senso e di amore. E noi siamo tutti dei mendicanti di amore, tutti vogliamo essere voluti bene, tutti vogliamo sperimentare senso dentro la nostra vita.
Ma se questa fame di senso e di amore la metti a tacere con i soldi, con il sesso, con l’indifferenza, con la carriera, con l’alcol, con una vita frenetica, allora tu pensi di aver risolto il problema ma invece ti sei messo nei guai. Forse è questo il motivo per cui Gesù usa la parola “guai”, non per minacciare, ma per svegliare.
Utilizziamo cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e per statistiche anonime.
Continuando la navigazione accetti l'uso dei cookie.
Privacy Policy |
Cookie Policy