Mt 9,14-15

Quando lo sposo è con loro



Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA

Abitare la mancanza

“Ora i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?»”.

Ci sono dei perché che servono a farci scoprire il significato delle cose, e perché retorici. I discepoli del Battista e i farisei sono intenti a compiere la pratica del digiuno. Ciò che li preoccupa non è l’aver capito o meno il vero motivo per cui praticano il digiuno ma il fastidio che procura loro il fatto che i discepoli di Gesù non lo fanno. È una sensazione che spesso si affaccia nella nostra vita quando ci troviamo a dover avere a che fare con persone che vivono o fanno cose diverse dalle nostre. In fondo ciò che ci infastidisce è che la diversità mette in discussione il nostro equilibrio precario.

Ma la vera svolta sarebbe approfittare dell’incontro con ciò che è diverso per riscoprire le vere ragioni che ci sono alla base delle nostre convinzioni e delle nostre scelte. Gesù in maniera molto semplice dice a coloro che lo interrogano che la funzione della pratica religiosa non è fine a se stessa. Essa non è un modo per mostrare quanto si è bravi, ma assume senso solo in rapporto allo “sposo”, cioè ha senso solo dentro una relazione:

“Gesù disse loro: Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno”.

Basta questa precisazione a rendere vuota qualunque pratica religiosa che si compie fuori da un’autentica relazione con Dio. Ma implicitamente è un monito anche per i suoi discepoli: essi infatti non avranno lui per sempre. Chi segue Gesù sa bene che ci sono momenti in cui Egli è presente, e momenti in cui sembra che Egli sia assente. La nostra capacità è sapere fare tesoro dell’uno e dell’altro momento. Non si digiuna per convincere Dio di qualcosa ma per imparare ad abitare la mancanza come luogo decisivo dove incontrare Dio.

Fonte : nellaparola.it

” Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? “

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