Può forse un cieco guidare un altro cieco?

10 settembre 2021

VENERDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


 San Nicola da Tolentino

I suoi genitori, pii cristiani e senza figli, fecero un pellegrinaggio a S. Nicola di Bari per ottenere di avere un figliuolo.

E l’anno 1245 a S. Angelo, presso Fermo, nasceva loro il piccolo Nicola..

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Sacerdote



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,39-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:

«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?

Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita!

Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».


PAROLE DEL SANTO PADRE

Con l’interrogativo: «Può forse un cieco guidare un altro cieco?» (Lc 6, 39), Egli vuole sottolineare che una guida non può essere cieca, ma deve vedere bene, cioè deve possedere la saggezza per guidare con saggezza, altrimenti rischia di causare dei danni alle persone che a lei si affidano.

Gesù richiama così l’attenzione di quanti hanno responsabilità educative o di comando: i pastori d’anime, le autorità pubbliche, i legislatori, i maestri, i genitori, esortandoli ad essere consapevoli del loro ruolo delicato e a discernere sempre la strada giusta sulla quale condurre le persone. (Angelus, 3 marzo 2019) 

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

A partire da noi

“Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?”.

Eppure non di rado noi ci ergiamo a consiglieri ammirabili per gli altri, indicando scelte, direzioni e strade che forse noi non abbiamo nemmeno percorso personalmente. Ecco perché questa pagina di Vangelo ci dà un formidabile criterio per scegliere una guida spirituale: diffidate da chi si autopropone come guida. 

Una sana guida spirituale ha talmente tanto chiaro quanto sia seria la faccenda che molto spesso cerca in tutti i modi di declinare l’invito a fare da guida, e solo a partire da una immensa umiltà personale, cerca con delicatezza estrema di condividere soprattutto ciò che ha sperimentato, e non ciò che ha imparato dai libri.

Allo stesso tempo la pagina del Vangelo di oggi ci dice che una seconda nostra grande tentazione è pensare che solo se gli altri cambiano anche noi avremo risolti i nostri problemi e così ci concentriamo su gli altrui difetti, relativizzando i nostri :

“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”. 

È un’esperienza particolarmente intensa quella di pensare che la pagliuzza che ci infastidisce nell’occhio di nostro fratello è solo un rimando alla grande trave che è nel nostro. Se cominciassimo a usare questo come criterio di giudizio, allora il carattere storto di chi mi vive accanto, gli errori grossolani ed evidenti che fa ogni giorno sarebbero una grande lezione non sulla sua vita ma sulla nostra. 

L’altro per noi è l’occasione in cui riusciamo a guardarci in profondità. Ciò che non riusciamo a consapevolizzare con le nostre introspezioni ce lo rivelano le nostre relazioni.

Ecco perché prima di giudicare scopri cosa quel giudizio dice di te.

Fonte: nellaparola.it


” Può forse un cieco guidare un altro cieco? ”

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