MARTEDÌ DELLA XIV SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Operai nella sua messe

06/07/2021

“Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino”

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


 

Santa Maria Goretti

 

Il 16 ottobre 1890 a Corinaldo la terzogenita Maria veniva a rallegrare con i suoi vagiti la povera e laboriosa famiglia dei coniugi Goretti.

Ebbe una buona e cristiana educazione dai genitori esemplari..

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Vergine e martire

VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,32-38
 
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare.

E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!».

Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Un nuovo incontro col Vangelo della fede, della speranza e dell’amore ci invita ad assumere uno spirito creativo e rinnovato.

L’azione di Cristo è una diretta risposta alla fede di quelle persone, alla speranza che ripongono in Lui, all’amore che dimostrano di avere gli uni per gli altri.

E quindi Gesù guarisce, ma non guarisce semplicemente la paralisi, guarisce tutto, perdona i peccati.

Fa nascere di nuovo, diciamo così. Una guarigione fisica e spirituale, tutto insieme, frutto di un incontro personale e sociale. E allora ci chiediamo: in che modo possiamo aiutare a guarire il nostro mondo, oggi?

Come discepoli del Signore Gesù, che è medico delle anime e dei corpi, siamo chiamati a continuare «la sua opera di guarigione e di salvezza» (CCC, 1421) in senso fisico, sociale e spirituale. (Papa Francesco, Udienza Generale del 5 agosto 2020)

COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Stupore e critica

Le opere di Dio sono sempre accompagnate da due atteggiamenti contraddittori: lo stupore e la critica. 

Lo stupore è accorgersi del bene. La critica è non sopportare che ci possa essere bene all’infuori del mio.

“Presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare.

 

E le folle, prese da stupore, dicevano:

 

«Non si è mai vista una cosa simile in Israele!».

Ma i farisei dicevano:

«Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».

Anche nella Chiesa di oggi questo doppio atteggiamento accompagna l’opera del Vangelo. E la cosa peggiore non è la critica dei lontani ma quella dei nostri, quella di chi più di tutti gli altri dovrebbe gioire per il bene.

Anche i nostri ambienti non sono immuni da certe patologie. Certe logiche distruttive di critica possono fermentare nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nei nostri movimenti invidie, gelosie, facendo scattare meccanismi distruttivi di critica e di male. 

Più critichiamo e più ci sembra di essere nel giusto.

Ma basterebbe guardarsi con lealtà nel cuore e accorgersi che in fondo la verità della nostra critica risiede solo nel fatto che siamo solo un po’ invidiosi e gelosi. Ma Gesù sembra reindirizzare i nostri sguardi su ciò che davvero conta:

“Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.

Allora disse ai suoi discepoli:

«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!»”.

Forse è una strategia del diavolo: tenerci occupati con ragionamenti mediocri e distrarci da ciò che conta. Il Vangelo di oggi invita tutti noi ad entrare nello sguardo compassionevole che Gesù ha sul mondo e interrogarci su come possiamo rendere questa compassione di Gesù esperienza viva per molti. 

Primeggiare occulta il Vangelo, servire invece lo rende manifesto.

Se ognuno di noi si sottoponesse a questa conversione avremmo alleggerito di molto lo stress dei nostri ambienti.

"La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!"