Gv 1,29-34

Discendere e rimanere

MARTEDI’ DEL TEMPO DI NATALE



Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA

Discernimento

Dio non lo si riconosce così come siamo abituati a riconoscere le persone famose di questo mondo. Non è possibile indicarlo quando lo incontriamo per strada. Eppure Giovanni fa qualcosa di simile nel Vangelo di oggi:

“Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!»”.

Cosa spinge Giovanni a questa sicurezza, a questa certezza? Quale segno di riconoscimento ha Gesù per essere indicato come il Messia? Nulla di esteriore. Giovanni può fare questa dichiarazione di fede non a partire da qualche cosa di esterno ma da qualcosa di interiore a lui stesso:

“Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio»”.

L’esperienza che Giovanni Battista descrive è un’esperienza spirituale. Chi coltiva una vita spirituale è messo nelle condizioni di vedere e sentire cose che normalmente non possiamo né vedere né sentire. E non mi riferisco a cose che hanno il sapore dell’eclatante. Anzi quasi mai chi ha una sana vita spirituale si lascia trarre in inganno da segni ed esperienze che hanno più il sapore dei fuochi d’artificio che l’identità di cose del cielo.

La capacità che nasce dalla vita spirituale non riguarda la sfera della sensazioni, delle emozioni o dei fenomeni straordinari, ma è la capacità di riuscire a capire dove Dio c’è e dove invece c’è solo una banale imitazione. Questa capacità spirituale ha un nome ben preciso: discernimento. Giovanni ha discernimento. Per questo può indicare con certezza Gesù e dire che è l’agnello di Dio.

Fonte : nellaparola.it

” Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui “

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