VANGELO DEL GIORNO

Lc 24,46-53

Vangelo del Giorno 01 giugno 2025



Commento di Don Flavio Valeri – Parrocchia Sacro Cuore – Viterbo

Vangelo del Giorno

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,46-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Commento del 2019

Un passo indietro

La festa dell’Ascensione ci racconta l’educazione che dio ha nei confronti dei suoi discepoli e quindi anche di ciascuno di noi, un’educazione che passa attraverso una partenza.

Cioè, se fino a quell’istante i discepoli hanno potuto contare sulla presenza concreta, reale, dell’uomo Gesù accanto a loro, la partenza di questo uomo crocifisso e risorto ma pur sempre presente accanto a loro e prepara all’arrivo dello Spirito Santo cioè alla stessa presenza di Dio però non di fianco ma dentro i discepoli, non avranno più un punto di appoggio accanto a loro, nelle circostanze intorno a loro, nei loro cenacoli chiusi, in quello che stanno vivendo, non troveranno un aiuto di fianco in maniera orizzontale ma troveranno un aiuto interiore cioè una forza e una compagnia che viene dal di dentro della loro umanità e non accanto alla loro umanità.

Ecco perché la festa dell’Ascensione non è una festa banale perché la partenza di Gesù prepara l’arrivo di qualcun altro cioè all’arrivo di una presenza diversa così come quando si ama qualcuno a un certo punto si è disposti a fare un passo indietro, perché questo qualcuno emerga con tutta la propria storia la propria diversità, che comincia a diventare protagonista della propria vita e se noi amiamo senza aiutare gli altri a diventare protagonisti della loro vita forse non li stiamo amando tanto davvero. Gesù invece ci ama così, ci aiuta a fino a un certo punto e poi ci domanda di fare noi un passo in avanti cioè di diventare protagonisti.

E che cos’è che ci aiuta a diventare protagonisti? Lo Spirito Santo, che è la sua presenza che non lede e non condiziona la nostra libertà.

Una forza che viene dentro ciascuno di noi e ci riveste di una potenza che sì viene dall’alto ma che passa attraverso la nostra umanità.

Per questo l’Ascensione che forse è la festa di un assenza in realtà è il passo indietro di qualcuno che ci ama, un passo indietro necessario perché la Pentecoste possa davvero accadere dentro la nostra vita.

Fonte: cercoiltuovolto.it



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