Un segno

15/02/2021

LUNEDÌ DELLA VI SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO


Dio ti benedica !

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VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 8,11-13

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno?

In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».

Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.


PAROLE DEL SANTO PADRE

Confondono il modo di agire di Dio con il modo di agire di uno stregone. E Dio non agisce come uno stregone, Dio ha il suo modo di andare avanti. La pazienza di Dio. Anche Lui ha pazienza.

Ogni volta che noi andiamo al sacramento della riconciliazione, cantiamo un inno alla pazienza di Dio! Ma il Signore come ci porta sulle sue spalle, con quanta pazienza, con quanta pazienza!

La vita cristiana deve svolgersi su questa musica della pazienza, perché è stata proprio la musica dei nostri padri, del popolo di Dio, quelli che hanno creduto alla Parola di Dio, che hanno seguito il comandamento che il Signore aveva dato al nostro padre Abramo: ‘Cammina davanti a me e sii irreprensibile’. (Santa Marta, 17 febbraio 2014)


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

 “Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova”.

Ci sono due motivi per cui delle volte domandiamo dei segni: il primo è che a volte c’è dentro di noi un così grande bisogno di essere rassicurati che la ricerca di conferme è solo una grande dichiarazione di umanità; l’altro motivo è meno nobile, e in definitiva è solo un modo per prendere tempo, per non lasciarsi mettere in discussione, per tentare di alzare la posta in gioco pur di non ammettere l’evidenza delle cose.

È contro quest’ultimo tipo di motivazione che Gesù si scaglia nel Vangelo di oggi:

“Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione»”.

Non si può dialogare, rispondere, confrontarsi con chi usa le parole, i segni, gli avvenimenti in maniera strumentale alle sole proprie ragioni. Chi ha un atteggiamento polemico usa persino della verità come un’arma per fare del male.

In questo senso Gesù riempie di segni la vita dei semplici, ma lascia completamente digiuni quelli che pensano di sapere tutto, di aver compreso tutto, e di avere le redini in mano.

“E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda”.

La presunzione, la saccenza, la superbia alla fine ci fanno rimanere da soli. Gesù non si lascia trovare da coloro che vogliono manovrarlo o possederlo, ma solo da coloro che lo cercano con cuore sincero.

Il Vangelo di oggi è un grande invito a non entrare nella paranoia dei segni a tutti i costi, e a lasciare che il Signore si manifesti nella nostra vita così come Egli riterrà più opportuno. Tutto questo l’ho compreso una volta mentre mi trovavo a Fatima.

Mi domandavo, in quel luogo benedetto, perché Maria si fosse manifestata a quei bambini e non a me, ed ebbi chiaro che loro certamente non avrebbero manovrato quel dono, io probabilmente si.

Delle volte ci fa bene avere l’umiltà di accettare di non avere abbastanza umiltà.

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