#Vangelo Sabato

Apostoli



Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Parola del Signore.



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Chiamati per nome

Ci sono alcuni apostoli di cui la Parola di Dio abbonda di notizie, e altri di cui si sa molto poco o quasi nulla. A questo secondo gruppo appartengono Simone e Giuda che oggi festeggiamo. La domanda vera però è un’altra: cosa è davvero importante nella vita degli apostoli? Le loro gesta, le loro vicende, le opere che hanno compiuto o soprattutto la loro chiamata? In realtà è proprio la chiamata la cosa più interessante della loro vita, perché è proprio a partire da essa che hanno potuto fare poi tutto ciò che poi hanno realizzato:

“Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore”.

Il dono della fede è il dono di essere chiamati personalmente da Lui. Non c’è niente di più personale del proprio nome. Una fede che non ci da del tu e ci chiama per nome è solo cultura, ma non salvezza. Il vero problema di molti cristiani è essere nati in una cultura cristiana ma non essere mai entrati nella prospettiva dei credenti perché si passa dall’una all’altra parte solo quando si riceve il dono di incontrare Gesù  personalmente e non vagamente. 

La forza dei discepoli e di ogni apostolo è nella chiamata che essi ricevono. Ogni credente è un chiamato, ma molto spesso non lo sa. Mi sembra una bella grazia da domandare oggi a questi apostoli: accorgercene.

Fonte: nellaparola.it



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