Mt 8, 1-4

Lo voglio

25/06/2021

VENERDÌ DELLA XII SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


San Guglielmo da Vercelli

Nel secolo XI nasceva a Vercelli, da nobili genitori, un fanciullo destinato dal Signore a fondare un numeroso ordine religioso. Al fonte battesimale ricevette il nome di Guglielmo. Ancora fanciullo amava..

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Abate



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8, 1-4

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.

Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.

Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».


PAROLE DEL SANTO PADRE

Sempre, quando ci avviciniamo al Signore per chiedere qualcosa, si deve partire dalla fede e farlo nella fede: “Io ho fede che tu puoi guarirmi, io credo che tu puoi fare questo” e avere il coraggio di sfidarlo (…) Coraggio per avere fede, all’inizio: “Se tu vuoi puoi guarirmi.

Se tu vuoi, io credo”. E coraggio per avvicinarmi al Signore, quando ci sono delle difficoltà. Quel coraggio… Tante volte, ci vuole pazienza e saper aspettare i tempi ma non mollare, andare sempre avanti.

Ma se io con fede mi avvicino al Signore e dico: “Ma se tu vuoi, puoi darmi questa grazia”, e poi ma… siccome la grazia dopo tre giorni non è arrivata, un’altra cosa… e mi dimentico. (Omelia Santa Marta, 12 gennaio 2018)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Umiltà

So che è inevitabile lasciare che la nostra attenzione sia attirata dai miracoli che Gesù compie, ma sovente essi sono solo la parte più eclatante di qualcosa di più bello e di più profondo, esattamente come accade al lebbroso del Vangelo di oggi. Quest’uomo è a terra umiliato. Dio non ama le umiliazioni ma gli umili, ma ci sono delle volte che noi arriviamo all’umiltà non per decisione ma per ciò che ci è accaduto. Se è vero che Dio ama gli umili e non le umiliazioni, è pur vero che delle volte le umiliazioni che la vita ci infligge ci portano ad avere un atteggiamento più umile. La sofferenza ci ridimensiona, ci ricolloca con realismo con i piedi per terra e ci fa risvegliare dal torpore dei nostri deliri di onnipotenza. Quest’uomo non ha solo i piedi per terra ma persino la faccia:

“si gettò con la faccia a terra e lo pregò dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi»”.

La sua preghiera è breve ma autentica, sincera, sentita, drammatica:

“Se vuoi, puoi!”.

Infatti se è vero che Dio è onnipotente ciò significa che è nelle sue possibilità fare ciò che a noi non è possibile. Quest’uomo non esige una guarigione per forza, si consegna alla volontà di Gesù:

“Se lo vuoi Tu, allora puoi qualcosa per me”.

Ci viene quasi da completare questa preghiera con espressioni che non di rado ho sentito pronunciare a persone davvero immerse in notti oscure di sofferenza e drammi umani e familiari:

“Se vuoi Signore fai qualcosa per noi, ma se non vuoi dacci almeno la forza di affrontare tutto ciò”.

Credo che sia un atto di abbandono che non solo non lascia indifferente Gesù ma non lascia indifferente nemmeno chi assiste a qualcosa di simile.

“Ed egli stese la mano e lo toccò, dicendo: «Lo voglio, sii purificato». In quell’istante la lebbra sparì da lui”.

Il muro di solitudine è infranto dal tocco della sua mano. Il dolore non è mai spettacolo per Gesù, a differenza di quello che accade molte volte nei nostri dibattiti televisivi. Ecco perché impone il silenzio perché Egli non usa la nostra sofferenza per farsi pubblicità.

“Ed egli stese la mano e lo toccò, dicendo: «Lo voglio, sii purificato». In quell’istante la lebbra sparì da lui”

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