Lc 9,43b-45

Mettetevi bene in mente queste parole

SABATO DELLA XXV SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO


Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,43b-45

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

PAROLE DEL SANTO PADRE


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA

Non paura ma fiducia

«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini».

Quando Gesù tira in ballo il tempo della sua passione e morte, tutti rimangono senza parole e senza domande:

“Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento”.

Forse avvertivano un presentimento negativo in questo tipo di discorsi e se ne guardavano bene da approfondirlo. Eppure Gesù stava cercando di educare i suoi discepoli al risvolto della medaglia, che è altrettanto necessario come il verso giusto, quello che solitamente vogliamo tutti. Ad esempio un padre e una madre che mettono al mondo un figlio sono normalmente felici per questo, ma cercano di non pensare al fatto che quel dono a un certo punto deve essere lasciato andare via, e che amare significa accettare di perdere l’altro, lasciargli compiere il suo destino anche lontano da noi.

Amare soltanto possedendo sarebbe un male, c’è bisogno di accettare anche il lato non conveniente della cosa. «Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini». Quando Gesù tira in ballo il tempo della sua passione e morte, tutti rimangono senza parole e senza domande: “Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento”.

Forse avvertivano un presentimento negativo in questo tipo di discorsi e se ne guardavano bene da approfondirlo. Eppure Gesù stava cercando di educare i suoi discepoli al risvolto della medaglia, che è altrettanto necessario come il verso giusto, quello che solitamente vogliamo tutti. Ad esempio un padre e una madre che mettono al mondo un figlio sono normalmente felici per questo, ma cercano di non pensare al fatto che quel dono a un certo punto deve essere lasciato andare via, e che amare significa accettare di perdere l’altro, lasciargli compiere il suo destino anche lontano da noi.

Amare soltanto possedendo sarebbe un male, c’è bisogno di accettare anche il lato non conveniente della cosa. La Croce quindi non è qualcosa contro di noi, ma una misteriosa parte della vita che assieme a quello che percepiamo essere bello concorre al nostro bene. Il dono che ci ha fatto Gesù è proprio questo, e San Paolo lo ha sintetizzato in modo mirabile: “Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio” (Rm 8,28). Tutto! Anche quello che ci sembra contro di noi.

Perciò non dobbiamo avere paura ma fiducia. Il dono che ci ha fatto Gesù è proprio questo, e San Paolo lo ha sintetizzato in modo mirabile:

“Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio” (Rm 8,28).

Tutto! Anche quello che ci sembra contro di noi. Perciò non dobbiamo avere paura ma fiducia.

Fonte: nellaparola.it

” Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini “

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