Tendi la mano!



Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,1-6

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Parola del Signore.



COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Uno sguardo altro

La scena descritta dal Vangelo di Marco di oggi rende bene l’errore di prospettiva di coloro che non accolgono i messaggio di Gesù:

“Entrò di nuovo nella sinagoga. C’era un uomo che aveva una mano inaridita, e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo”.

Gli occhi di tutti non sono rivolti a quell’uomo che soffre, ma sono rivolti a Gesù per coglierlo in fallo. È lo stesso sguardo che certe volte abbiamo anche noi con la gente che ci è accanto. Siamo pronti a sottolineare i loro errori, le loro incoerenze, le loro mancanze, ma non abbiamo occhi per vedere la loro sofferenza, il loro dolore, la loro fatica. E così rimaniamo tagliati fuori dalla logica di Cristo che è invece sempre una logica che mette al centro la sofferenza della gente:

“Egli disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell’uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata”.

Ogni volta che giudichiamo un fratello e una sorella dovemmo sentirci addosso lo sguardo sdegnato di Gesù. E anche se abbiamo validi motivi per cui guardare in cagnesco questa gente, dobbiamo ricordarci che Gesù ci chiede uno sguardo altro, capace di saper leggere il dolore che può nascondersi dietro un difetto, una cattiveria, una carattere difficile. Non sempre riusciamo a cambiare queste persone, ma il Signore non ci ha chiesto di cambiarle ma di imparare ad amarle comunque, e a volte l’unico atto di amore che possiamo fare nei loro confronti è cercare di non giudicarle con asprezza.

Fonte: nellaparola.it



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