Il discepolo

10/07/2021

SABATO DELLA XIV SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)

Dio ti benedica !


Sante Rufina e Seconda

Seconda Martire, santa (sec. III). Secondo un’antica passio, redatto intorno alla metà del secolo V, Seconda subì il martirio insieme alla sorella Rufina durante la violenta persecuzione al tempo di Valeriano..

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Martiri di Roma



VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10, 24-33

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:

«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!

Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.

Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».


PAROLE DEL SANTO PADRE

Il discepolo è chiamato a conformare la propria vita a Cristo, che è stato perseguitato dagli uomini, ha conosciuto il rifiuto, l’abbandono e la morte in croce.

Non esiste la missione cristiana all’insegna della tranquillità!  Nelle difficoltà della testimonianza cristiana nel mondo, non siamo mai dimenticati, ma sempre assistiti dalla sollecitudine premurosa del Padre.

Per questo, nel Vangelo di oggi, per ben tre volte Gesù rassicura i discepoli dicendo: «Non abbiate paura!». (Papa Francesco, Angelus del 25 giugno 2017)

Fonte: vaticannews.va


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA EPICOCO

Valore aggiunto

“Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”.

La paura ha come scopo quello di farci rinchiudere. Gli impauriti cercano sempre un guscio per proteggersi da chi fa loro paura. La cultura odierna tenta in tutti i modi di voler costringere un credente a vivere chiuso in un guscio di intimismo abbastanza spaventato da idee laicistiche urlate in tutti i modi che hanno come scopo quello di far sentire sbagliato chi vive diversamente.

Sfido chiunque a dimostrare che ciò che Gesù insegna nel Vangelo sia contro qualcuno. Nessun uomo o donna degno di questo nome possono trovare i Gesù discriminazione. La sua proposta mira alla realizzazione piena dell’umano. Semmai devono preoccuparsi gli individualisti, i furbi, gli egoisti, i difensori di una libertà ideologica e così via. Non dobbiamo avere paura di predicare sui terrazzi ciò che ci insegna il Vangelo stando attenti a non cadere però nella tentazione di ideologizzarlo.  

Chi crede non può non lasciare che la sua fede contamini ogni ambito della propria vita. Una luce accesa non può restare nascosta. Ma il Vangelo non sta parlando di mettersi a ostentare, ma di non avere paura di vivere apertamente ciò che uno ha scoperto come vero nel profondo del proprio cuore.

Se io ho scoperto il valore dell’amore, non posso non portare una cosa del genere nel mio lavoro, nelle mie relazioni, nella politica, o in qualunque altro ambito della vita.

Se l’amore è vero non può rimanere solo vero per me, deve poter diventare opportunità anche per gli altri.

Ma questo può essere accolto solo se si smette di pensare alla fede come un fatto privato, e lo si comincia ad accogliere come un valore aggiunto. Chi crede ha la responsabilità di portare un valore aggiunto in quello che fa e che vive, e deve avere libertà di farlo.

Altro che paura!

“.Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore”.

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