Mt 16,24-28

A ciascuno secondo le sue azioni

VENERDÌ DELLA XVIII SETTIMANA DI TEMPO ORDINARIO

Lampada per miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino

(Salmo 118)


Dio ti benedica !



VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,24-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.

In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».


PAROLE DEL SANTO PADRE


COMMENTO DI DON LUIGI MARIA

Passo dopo passo

Cosa significa in termini estremamente concreti essere discepoli di Gesù? A questo proposito sembra rispondere la pagina del Vangelo di oggi:

“Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

Essere discepoli di Cristo potremmo dire che comporta due movimenti esistenziali essenziali. Il primo è “rinnegare se stessi”. In senso letterale può sembrare una parola brutta, un modo di farsi male, di non valorizzarsi e così via. Ma il vero significato di “rinnegare se stessi” è nella capacità che dovremmo tutti avere di essere “liberi da noi stessi”.

Chi sono le persone veramente libere da se stesse? Quelle che sanno anche dirsi dei no. Rinnegare quindi è sapersi dire dei no. Il secondo tempo del discepolato è nel “prendere la propria croce e seguire Gesù”. Il verbo “prendere” implica la scelta di assumersi la responsabilità di ciò che c’è nella vita. Significa smettere di subire le cose e affrontarle. 

Si è cristiani quando si affrontano le cose senza più vittimismi, specialmente tutte le cose che ci sono accadute e che non abbiamo scelto. E una volta fatto questo che si fa? Il Vangelo dice che bisogna “seguirlo”. Ciò sta a significare che non sappiamo fin dall’inizio dove stiamo andando e qual è la cosa giusta da fare.

E’ un percorso quotidiano in cui di volta in volta capiamo cosa è meglio fare, senza improvvisare ma seguendo Gesù passo passo.

Fonte: nellaparola.it

“Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni “

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