SMARRIMENTO

Perché in questo giorno dedicato alla festa del Sacro Cuore, ho deciso di scrivere questo articolo?
Se continuerai a leggere, condividerò con te, quello che ho lasciato sedimentare nel mio cuore in questa settimana.
Ho atteso che “il puzzle” fosse completo, chiedendo allo Spirito Santo di lasciarmi trovare tutti i tasselli affinché questo “Dono” raggiungesse anche te.

C’è un sorprendente paradosso nelle parole di San Paolo : 

“quando sono debole, è allora che sono forte.”  (2Cor. 12,10).

E’ quanto il Signore sta permettendo nella mia vita oggi. In un momento particolare di difficoltà, mi sono trovato a fare i conti con le mie fragilità. In realtà, mi sto accorgendo che qui è nascosto il potenziale per poter lasciare agire Dio.. per incontrarlo veramente, senza maschere e ipocrisie..se solo riuscissimo ad accogliere quello che noi stessi rifiutiamo, allora potremmo “abbandonarci” nelle Mani di Dio.

Vengo al dunque..

Mentre cercavo di fare silenzio e spazio dentro di me, è venuta alla mente una scena di quando avevo cinque o sei anni.
Con la mia famiglia eravamo andati a Piazza Navona (Roma), dove ricordo, c’erano bancarelle con ogni sorta di oggetti in mostra.
C’era tanta folla ed io, spinto da un senso di autonomia e indipendenza, cercavo insistentemente di liberarmi dalle mani dei miei genitori, mentre passeggiavamo tra file di persone.
Finalmente in qualche modo ero riuscito a staccarmi da loro, potevo andare dove volevo e vedere gli oggetti che attiravano la mia attenzione.

Quanto sia durata quella “finta” libertà non saprei dirlo, ma devo aver fatto prendere loro un bello spavento.. oggi da genitore, comprendo quella sensazione e provo spesso ad immaginare quello che potrebbero aver provato Giuseppe e Maria quando nel primo pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, dopo il primo giorno di viaggio, si accorsero che Gesù non era con loro.. e non furono pochi secondi..

Per fortuna, mi avevano perso di vista solo un attimo.
Pensando di darmi una piccola lezione, si sono nascosti in attesa di una mia reazione..

Chiaramente nei primi istanti ho fatto finta di niente, mi godevo la libertà.. e poi non potevo assolutamente venir meno a quel che faticosamente avevo ottenuto.. ma poi quando quella sensazione di “smarrimento” mi ha pervaso.. puoi immaginare come mi sia sentito..

Credo non abbia fatto in tempo a scendere la prima lacrima a terra.. subito sono corsi da me.

Ero inconsolabile, così per farmi distrarre mi hanno permesso di posare per farmi ritrarre in una caricatura.

Non è così l’ uomo di questi tempi?
Forse è proprio questo il male di questo mondo..

Il peccato dell’ uomo infatti. fu innanzitutto un rifiuto, il rifiuto di Dio come Creatore…Ecco perché Gesù, nel momento della morte, gridò forte “Padre, nelle tue mani affido la mia vita, il mio spirito”…Le mani di Dio: ecco il luogo della nostra esistenza

Cap. L’attesa – dal libro “La Madonna Racconta” – Ed. Fede & Cultura 2016 – Aut. Ferdinando Rancan

e ancora..

Gesù non è tenuto appeso alla croce dai chiodi, ma dall’ amore verso il Padre, amore che aveva valore di un atto di giustizia. Il cumulo delle miserie e delle colpe umane costituivano una globale ingiustizia degli uomini verso Dio…Era lo stesso inganno del serpente che dal giardino dell’ Eden si è propagato e continua a propagarsi nella mente di ogni uomo spinto a non riconoscere Dio come suo Creatore e a rifiutare i suoi Comandamenti…Gli uomini sono diventati così debitori insolventi, incapaci di salvare il debito. Ed è qui che la Misericordia di Dio rivela un segno commovente del suo amore senza limiti per noi…Figlio mio, se talvolta ti accorgi di temere il giudizio di Dio, guardati dentro: forse ti manca quel pentimento sincero che permette a Gesù crocifisso di saldare il tuo debito con la giustizia di Dio attraverso la fiducia filiale nella sua misericordia.

Cap. Giustizia e Misericordia – dal libro “La Madonna Racconta” – Ed. Fede & Cultura 2016 – Aut. Ferdinando Rancan

Ecco, l’ uomo di questa società forse è come quel “me” bambino, che voleva staccarsi dai suoi genitori ed ottenere la sua indipendenza.. si è staccato dal suo Creatore e questa sua auto determinazione che orgogliosamente detiene, lo sta portando allo smarrimento di se stesso.

La domanda che ora mi devo fare è : come faccio a ritrovare Dio? E con una vista più ampia, come può l’ uomo di questa società ritrovare Dio e quindi ritrovare se stesso?

Mi viene in aiuto proprio quell’ episodio del Vangelo..

“Perché mi cercavate? Non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?

Dio sa esattamente dove siamo, dove ci siamo persi.. c’è bisogno tuttavia, che noi capiamo di esserci persi e ci lasciamo trovare da Lui.

E non è questo il “Tempo” in cui lasciarsi trovare?
Siamo nell’ anno del Giubileo, c’è il rischio di compiere un “pellegrinaggio” ma non viverlo pienamente, oppure farsi scivolare via questa “Grazia” di farsi abbracciare dal “Padre Misericordioso” che ci corre incontro.

Coraggio allora, lasciamoci trovare da Dio così come siamo e dopo aver lasciato entrare la luce sulla nostra vita, corriamo al tribunale della Misericordia di Dio, cioè al Sacramento della confessione.

Solo partendo da noi, possiamo iniziare a vedere cambiamenti nella società.. se vogliamo la Pace, quella vera, dobbiamo iniziare da noi, dal nostro cuore.

Oggi ( e sempre), Gesù ci regala quanto di più grande è scaturito dal suo Cuore..

Immagine creata con IA Reve Art

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